Android 4.4 KitKat: oltre all’interfaccia rinnovata c’è di più


In questi giorni vi ho proposto una carrellata di suggerimenti su come trasformare la vostra versione di Android nella nuova Android 4.4 KitKat (almeno all’apparenza). Ma il lavoro degli sviluppatori Google, oltre a fornire nuovi wallpapers e suoni, rinnovare il launcher e cambiare qualche app di sistema è andato molto oltre. Avete già capito a cosa mi riferisco?

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Innanzitutto facciamo un passo indietro. Qualche mese fa sparisce magicamente un’app dal Play Store, chiamata DroidBooster. Cosa faceva quest’app? Migliorava le prestazioni dei device Android, a tal punto che gli sviluppatori collaboravano con alcune case produttrici di devices per ottimizzare al meglio i loro sistemi operativi basati su Android. Il motivo della misteriosa scomparsa? In realtà più che di un motivo si tratta di ben 16.9 milioni di motivi

La spiegazione viene da un tweet che spiega come sono andate realmente le cose..

“The FlexyCore team has strong expertise in building software to optimize Android device performance, and we think they’d be a great fit with our team.”

 

flexy core

FlexyCore, la casa che ha sviluppato DroidBooster, è stata infatti acquistata da Google, che una volta conclusa la lunga trattativa, ha messo subito al lavoro gli sviluppatori per iniziare a migliorare da subito le perfomance di Android. E infatti già nella versione Android 4.4 KitKat è presente una corposa novità, molto spesso sottovalutata da ignari acquirenti e sostenitori: all’interno delle opzioni per gli sviluppatori è possibile sostituire il compilatore runtime di base, il dalvik, con il nuovo ART.  Adesso non voglio stare qui a tediarvi con lunghe precisazioni tecniche, ma il sunto è questo: qualche fortunato possessore del nexus 5 ha provato ad attivare questa funzionalità, ed ha subito notato un boost incredibile nelle prestazioni del dispositivo (non che ce ne fosse realmente bisogno su un Nexus 5, ma se si vede la differenza vuol dire che è davvero notevole), condito ovviamente da qualche “force close” dovuto ad applicazioni che non supportano questa nuova versione del compilatore.

Art

Che sia davvero la strada giusta per un netto miglioramento delle performance di Android anche su dispositivi meno perfomanti? Staremo a vedere, ma le premesse sono davvero incoraggianti.